LA FAMIGLIA ALLARGATA: SISTEMA DI VASI COMUNICANTI

ABSTRACT:
La famiglia allargata è qui intesa come l’intreccio dei differenti nuclei familiari in cui circolano i bambini o ragazzi provenienti dall’uno o dall’altro nucleo, e, in quanto tale, è traguardata come un sistema di vasi comunicanti in cui l’equilibrio o squilibrio che si crea in ogni sua parte è suscettibile di travasarsi in ogni altra. La famiglia allargata, potenzialmente causa di disagio per ragioni sia psichiche che sociali, può divenire al contrario fonte di grande ricchezza relazionale e palestra di pluriappartenenza per i figli, purché sia fatta oggetto da parte di tutti i membri adulti di una delicata attenzione e consapevolezza.

LA CO-COSTRUZIONE DEL SETTING NELLA RELAZIONE ANALITICA

ABSTRACT:
Il setting non è la cornice stabile in cui avviene il processo analitico. Non riguarda solo gli elementi concreti (orario, pagamento, assenze ecc.), che vengono stabiliti all’inizio dell’analisi, ma attraverso questi e vari altri elementi del setting interno, è costitutivo dell’intero rapporto analitico. Siccome auspicabilmente il processo analitico varia nel tempo (in modo evolutivo, si spera) anche il setting è destinato a variare. E varia col variare della relazione analitica che viene costruita congiuntamente dalle interrelazioni tra i due attori analitici. Pertanto il setting in un buon trattamento è co-costruito.

IL CAPPELLO DELLA BARONESSA

ABSTRACT:
La diagnosi psicopatologica può rischiare di appiattire la personalità complessa del paziente e portare quest’ultimo a identificarsi con l’etichetta diagnostica, quasi fosse un biglietto da visita con cui presentarsi al mondo. L’identificazione con la patologia è anche un effetto dello stigma sociale connesso con il processo diagnostico che è fortemente condizionato da variabili storiche e socio-culturali, che definiscono la condizione di “normalità”. Se come terapeuti ci fermiamo alla diagnosi rischiamo di perdere di vista sia la sofferenza che la sottende, sia le risorse che comunque ogni persona ha e che costituiscono una potente leva con cui lavorare, sia di precludere al paziente di divenire soggetto attivo della propria cura.

LA CREATIVITA’ DEL SOGNO

ABSTRACT:
Viene proposto un decalogo per approcciare e cercare di comprendere la misteriosità di una creazione umana davvero “extra-ordinaria” come il sogno (quasi fosse un’opera d’arte).

Il sogno è prima di tutto comunicazione: tra le varie parti del Sé; tra il sognatore e le figure affettive al momento dominanti nel suo mondo interno; tra paziente e analista. E’ un messaggio che coinvolge l’intera persona del sognatore nelle sue componenti somato-psichiche, che così vengono rivisitate-reinventate. Essendo comunicazione, il sogno ha bisogno di un interprete, che possa dialogare con il sognatore, con il quale co-creare dei nuovi scenari affettivi.

Il sonno e la veglia sono in un reciproco rapporto: il sogno è un’occasione privilegiata per fare associazioni, fantasie, pensieri e sperimentare stati affettivi, per allargare il campo psichico, che la creatività onirica promuove. In effetti il sogno parla sempre di cambiamento, anche quando nella vita da svegli esso non sembra verificarsi a causa di vari ostacoli intrapsichici e/o relazionali. Sognare opera comunque una trasformazione fondamentale: permette al sognatore di uscire dal sogno in cui vive nello stato di veglia e di rappresentarsi nel sogno, diventandone osservatore. Il cambiamento è spesso segnalato da una varietà iconologica, che traduce in figura movimento e spazialità, che sono legati anche alla corporeità. Ciò conferma il convincimento che il sogno, come s’è detto, coinvolge l’intera struttura somato-psichica della persona.

INDICATORI DI CAMBIAMENTO NEI SOGNI: MOVIMENTO E SPAZIO

ABSTRACT: Sia le osservazioni sulla vita del feto, sia le terapie con i bambini gravi stanno a dimostrare come il movimento si leghi strettamente con lo sviluppo delle strutture psichiche della persona.
Si è constatato anche che gli indicatori di movimento possono essere molto importanti per monitorare le fini analisi o i cambiamenti durante il trattamento analitico.
In questo lavoro viene mostrato, attraverso un caso clinico, come nel sogno le molteplici rappresentazioni oniriche del movimento e delle strutture spaziali in cui esso si manifesta indichino strette correlazioni con le dinamiche e con le strutture del mondo interno del sognatore-paziente. Queste indicazioni riguardano anche il processo psicodinamico della coppia analitica. Meno il movimento è ostacolato o quando non esita in un baratro, meno gli spazi sono angusti e più sono dilatati, più il soggetto vive inconsciamente durante il sogno nuovi modi d’essere che scopre, spesso, solo a posteri nella vita cosciente.